giovedì 31 gennaio 2008

la "giungla" Italia...

commentiamo ulteriormente questa nuova crisi di governo, che alla fine sta assumendo i contorni di una crisi del sistema politico italiano.

Il Presidente della repubblica ha dato incarico esplorativo (che mai vorrà dire poi, mica siamo nella giungla), al Presidente della Camera, Franco Marini, il suo compito principale e’ quello di vedere, sul campo, se esiste una maggioranza capace di impedire lo scioglimento delle camere e le successive elezioni anticipate.

La situazione e’ moto ingarbugliata, personalmente non vedo soluzioni, il voto auspicato ed auspicabile, potrebbe subire un leggero ritardo solo in presenza di una volontà precisa, da parte delle forze politiche, tendente a un cambio della legge elettorale.

Le dichiarazioni fatte all’uscita del primo giro di consultazioni però, non lasciano prefigurare questo scenario, le maggiori forze del Centrodestra (FI,AN,e LEGA), vogliono delle elezioni immediate, sanno che il loro vantaggio e larghissimo e non vogliono rischiare di ottenebrarlo, lasciando svanire il ricordo della rovinosa caduta dell’esecutivo di Prodi.

Di contro le forze del centrosinistra, si muovono sull’argine inverso, stanno facendo di tutto per prender tempo e guadagnar mesi, hanno ormai abbandonato Prodi e sanno che l’unica guardia del corpo (elettoralmente parlando) del duo Veltroni-Franceschini, e’ il tempo.

Sotto sotto, lavorano tutti gli altri, M(P)astella cerca casa, ormai ha traslocato con armi e bagagli dal Cdx e lancia messaggi allo schieramento opposto, allo stesso tempo Baccini e Di pietro guardano all’evoluzione della cosiddetta “cosa bianca”, la loro idea di creare un terzo polo alternativo potrebbe avere qualche valenza nell’ottica del vecchio ago della bilancia, usato ai tempi dello

Scudo-crociato, per definir governi e ricatti di bassa lega.

Per il resto catalizzati dalla politica nostrana, si dimenticano gli altri problemi, l’economia stagna cosi come i rifiuti in Campania, Berlusconi e’ assolto in virtù di una legge da lui stesso fatta (alla faccia di quel conflitto d’interessi che era una priorità-in campagna elettorale- del Prodino nazionale), i vecchietti non arrivano a fine mese (alla faccia dell’aumento promesso), la giustizia e’ sempre più lenta e altre varie amenità del genere.

In fondo però non possiamo lamentarci, l’Italia sembra una giungla, e per non farci mancare nulla abbiamo anche l’esploratore Marini…

lunedì 28 gennaio 2008

e l'italiano sta in mezzo...

la situazione si evolve a vista d’occhio, cristallizzandosi in quella che e’ la più alta sintesi (bella questa parola la usano tutti) politica immaginabile.

La sinistra compatta, tranne i dissidenti dell’estrema, sognano un governo di transizione nazionale, la destra compatta, tranne alcune frange centriste (leggi UDC), sogna un voto immediato.

Il gran cerimoniere Napolitano cosa fara?

I giochi sono complicati, la sx sa per certo che andare alle urne adesso significa prendere una batosta memorabile, il nuovo (sic) veltroni, potrebbe essere bruciato immediatamente, una sconfitta e 5 anni di opposizione farebbero perdere quel traino cui i fautori del PD anelavano.

La dx, di contro sa che il voto anticipato consegnerebbe, con questa legge elettorale, una maggioranza schiacciante, la campagna elettorale fatta sulle ceneri del prodino, sarebbe facilissima e 5 anni di governo (probabilmente gli ultimi di re Silvio) assicurati. Gli schieramenti sono netti e ben definiti, incastonati nei giochi nazionali rientrano pure dinamiche regionali (vedi Sicilia), a valenza nazionale.

L’UDC ad esempio sa di dover scontare la storia “cuffaro” e ha tolto il piede dall’acceleratore, cercando un governo tecnico-istituzionale, atto a garantire la governabilità e a “traghettare” un paese spaccato, forse il casini nazionale ha subdorato la possibilità della creazione di un grande centro insieme a P(M)astella, quest’ultimo, fautore della crisi, e’ adesso ricercato da molti e i messaggi verso il suo partito (udeur) si sprecano.

In mezzo sta l’italiano medio, il popolino, l’operaio che non arriva a fine mese e al quale dei sofismi letteral-politici poco interessano.

In mezzo sta la casalinga che deve comprare la frutta al mercato ma non sa come arrivare a fine mese, in mezzo stanno i pensionati che tutti vogliono aiutare ma che in verità nessuno aiuta.

Sbrigatevi classe dirigente l’ITALIANO e’ alle corde, il paese sull’orlo di un baratro vuole indirizzi chiari e immediati.

Anche questo il napoletano del quirinale deve valutare, la strada e’ molto stretta, io personalmente andrei a testare se ci sono i margini di un’intesa per la legge elettorale, se questi non ci sono e’ meglio andare a votare , mettere il punto a venti mesi di sfascio e dare a noi tutti un riferimento politico ben definito.

Spadafora live

sabato 26 gennaio 2008

Casini ......siculi


alle 14.08 l’ansa ha ufficializzato la decisione, salvatore Cuffaro, detto toto “vasa vasa” (bacia bacia), si e’ dimesso da presidente della giunta regionale siciliana, la decisione che vuol essere passata come atto eroico e altamente etico, e’ stata spinta da molteplici motivi, e viene vista da molti come l’ennesimo atto di politica personalistica.

Giova ricordare che Toto, personalità politica in quota UDC (il partito di Casini), e’ stato condannato a 5 anni (60 mesi) di reclusione per favoreggiamento, in più come pena accessoria gli e’ stata comminata la sanzione dell’interdizione dai pubblici uffici.

L’ormai ex politico siciliano, e’ balzato agli onori delle cronache non per la condanna in se (ormai siamo abituati alle condanne dei politici), ma per aver festeggiato i 5 anni di carcere con spumante e cannoli ,(la foto che vedete alla vostra sinistra ha fatto il giro del mondo, ed e’ stata pubblicata dai maggiori quotidiani nazionali ed internazionali), i festeggiamenti erano mirati al fatto di aver evitato il favoreggiamento mafioso (con una tesi della procura abbastanza elastica), praticamente “vasa vasa” festeggiava la condanna perché ne aveva evitata una ben più corposa.

L’atto di dimissione, che doveva essere scontato al pronunciamento della condanna (19 gennaio commentato nel blog), e’ stato procrastinato, nel frattempo l’assemblea regionale aveva detto no alla sua destituzione.

Ma due fatti nuovi sono arrivati a scombussolare i piani del Presidentissimo siculo, il primo e’ stato la caduta del governo nazionale (con probabili future elezioni), la seconda l’imminente decreto di sospensione da parte del ministro della giustizia.

Le due vicende sono infatti correlate tra di loro, il decreto di sospensione, spinto fortemente da Antonio Di Pietro (IDV), era gia pronto, giova infatti ricordare che la normativa vigente prevede la sospensione nel momento in cui si commette una tipologia di reati ben definita, tra questi c’era il reato, per cui e’ stato condannato il Sig. Cuffaro, un’eventuale sospensione avrebbe “bruciato” definitivamente il delfino di Casini, sbarrandogli la strada ad altri eventuali incarichi partitici.

La caduta del governo ha amplificato le cose, sarebbe stato improponibile una campagna elettorale con la macchia Cuffaro, soprattutto in questo periodo storico in cui il cittadino vede la “casta”, come una pluralità di personaggi che si sottraggono spesso alla legge nazionale, personalmente poi, penso che vasa vasa” ha gia pronto il posto nelle liste dell’UDC, ed un suo ingresso dalla porta principale, nel parlamento lo metterebbe al riparo da eventuali condanne passate con giudizio definitivo.

Adesso la Sicilia e’ chiamata alle urne, lo scontro si prevede durissimo e la coalizione di CDX non dovrà sbagliare, per l’ennesima vola la figura su cui puntare, io spererei che la classe politica faccia una scelta coraggiosa e si affidi a quei pochi politici di caratura nazionale (tra i quali spicca Nello MUSUMECI), per tentare di dare speranza al popolo siculo, gia martoriato da decenni di cattiva politica.

p.s. non mi sono dimenticato di Spadafora e solo che per ora c’e’ troppa carne al fuoco.

Spadafora live

venerdì 25 gennaio 2008

Fratelli D'Italia...........

Fratelli d'Italia L'Italia s'è desta, Dell'elmo di Scipio S'è cinta la testa.
Dov'è la Vittoria? Le porga la chioma, Ché schiava di Roma Iddio la creò.
Stringiamci a coorte,Siam pronti alla morte,L'Italia chiamò.

Mi sembra giusto iniziare questo post di commento, con l’inno d’Italia, e’ stata infatti l’Italia a non volere piu il Professor Romano Prodi, e il suo governo di sinistra.

Un governo che fino all’ultimo ha cercato di metter pezze ad una barca, varata gia con evidenti falle.

Un governo che dell’indecisione programmatica ha fatto il suo cavallo di battaglia.

Un governo NON voluto, bistrattato in campo nazionale ed internazionale, la cui fine e’ stata salutata con gioia da buona parte degli italiani.

Un governo che ha fatto una campagna elettorali ed ottenuto la pseudo-vittoria con la promessa di fare importanti riforme (legge elettorale e conflitto d’interesse), ma che per contrasti interni non e’ riuscito a “portare a casa” NULLA.

Analizzeremo in futuro, la situazione politica che si e’ creata, per adesso un solo grido….ERA ORA.

Fratelli d'Italia L'Italia s'è desta, Dell'elmo di Scipio S'è cinta la testa.
Dov'è la Vittoria? Le porga la chioma, Ché schiava di Roma Iddio la creò.
Stringiamci a coorte,Siam pronti alla morte,L'Italia chiamò.


martedì 22 gennaio 2008

l'italia di prodi

gli italiani sono appesi ad un filo, un sottile invisibile, filo, quello che lega P(M)astella a Prodi.

Il filo che annoda il peggior esecutivo della storia, ad un paese ormai allo sfascio.

Gli Italiani attendono, che cosa? La caduta di questo governa e la susseguente tornata elettorale, daranno al 90% il paese al centro destra, consegnando loro un paese deluso e che si trova a rincorrere persino la Slovenia.

Molti dicono che sarà la peggior cosa che ci possa accadere, molti la vedono in maniera diametralmente opposta, io faccio parte di quest’ultima corrente di pensiero, il Sig. Prodi ha ripercorso TUTTI gli errori del Sig. Berlusconi (dalle leggi ad personam, alla limitazione dell’informazione, dall’aumento delle tasse alla diminuzione della sicurezza), amplificandoli se possibile, e’ stato il governo dell’indulto, e’ stato il governo della “mondezza”, e’ stato il governo che non ha saputo decidere (come dimenticare dal molin?), e’ stato il governo che ha visto trasferimenti bulgari(de magistris), quello che ha avuto in 18 mesi le rivolte più eclatanti (camionisti, farmacisti, tassisti), quello ha ficcato l’Italia in un baratro in cui sarà difficile uscire nei prossimi anni, il governo che non ha saputo gestire l’emergenza criminalità (italiana e straniera), quello che ha sbagliato i più elementari decreti legge (pacchetto sicurezza), e’ stato il governo di un premier inquisito e di un ministro della giustizia (insieme alla sua famiglia) inquisito, quello che ha fatto una campagna elettorale promettendo una legge sul conflitto d’interesse e sulle elezioni ma che non ha fatto nulla di tutto questo..

Voglio fermarmi qui

Speriamo che domani questo filo si spezzi, e prodi vada a casa, non che il futuro sia roseo ma almeno …proviamoci/provateci.

Domenico Romano

Pubblico, al solito, con piacere

Spadafora live

sabato 19 gennaio 2008

la prima condanna riabilitativa (SIC).......


sono basito, incazzato, distrutto, arrabbiato, adirato, imbestialito stizzito.

Perché lo sono? Dobbiamo fare un passo indietro e focalizzare ciò che succede in Sicilia, il nostro governatore, votato compattamente dal cdx alle ultime elezioni, e che giova ricordare ha vinto le stesse elezioni scontrandosi contro un nome scomodo, quello della sorella del giudice Borsellino, e’ stato riconosciuto colpevole di favoreggiamento semplice, e per questo condannato a 5 anni di reclusione con in più la pena accessoria dell’interdizione ai pubblici uffici. Fin qui nulla di male, i giudici sulla prova di fatti documentati e riscontrati hanno deciso che toto “vasa vasa” ha fornito delle notizie riservate ad alcuni suoi amici, gli stessi giudici non hanno accettato in parte, la tesi accusatoria, che voleva il Sig Cuffaro colpevole di favoreggiamento alla mafia, la corte ha infatti accettato la tesi difensiva, che sosteneva la non conoscenza (SIC) dello status di mafioso, da parte di Cuffaro, verso gli amici a cui ha fornito le informazioni riservate. A parte che in Sicilia tutti sanno di tutti, e solo per questo la tesi difensiva, anorche’ non suffragata da prove appare inverosimile, a parte che i giudici lo hanno riconosciuto colpevole, a parte il fatto che quelle informazioni hanno compromesso indagini delicatissime, a parte che il Sig. Cuffaro e’ stato testimone di nozze (insieme al dimissionario Mastella) di un tal Sig. Campanella associato alle patrie galere per associazione mafiosa, a parte tutto questo c’e’ anche da registrare le dichiarazioni vittoriose dello stesso Cuffaro. Il governatore siculo, infatti sorvolando con noncuranza sul fatto che un tribunale gli abbia affibbiato 5 anni, sorvolando anche sul fatto che lo stesso tribunale ha deciso di INTERDIRLO, si limita ad innescare una polemica con il procuratore antimafia Grasso, registrando , per la prima volta, la condanna come vittoria processuale, e dichiara che non pensa minimamente alle dimissioni.

Ma dico siamo impazziti? Qualunque persona onesta, intelligente, retta, virtuosa, si sarebbe limitata a prendere atto e a lasciare la poltrona, lui no, lui accetta con stoicismo una condanna e torna al lavoro nella poltrona politica più rilevante dell’isola.

Ancor più stupefacenti le motivazioni, Cuffaro ha vinto perchè non e’ mafioso (anche se su questo…), non ha di certo perso credibilità con una condanna a 60 mesi di reclusione, no lui ha vinto.

Mi ricorda un po quelle squadre di brocchi che perdono 9 a 0 ma son contente perchè non hanno perso 22 a 0.altra cosa stupefacente la soddisfazione con cui i vertici politici hanno accolto la condanna, tutti all’unisono (con le uniche eccezioni ormai abitudinarie di Storace e Di Pietro) esprimono benevolenza verso l’uomo Cuffaro, anzi attaccano la magistratura rea di metter su castelli di carta che portano SOLAMENTE a condanne a 5 anni.

La vicenda in se e’ una delle tante ma non fa altro che confermare che in Italia ormai siamo alla frutta anzi forse siamo arrivati al caffe….

p.s. nella stessa giornata di ieri avviso di garanzia al Berlusca, continuazione della vicenda Mastella con ultimatum al governo, e trasferimento di De magistris, della serie al peggio non c’e’ mai fine.

venerdì 18 gennaio 2008

ancora sulla ....casta

voglio entrare anch’io nella situazione Mastella, ringraziando l’opportunità datami da Spadafora_live, per dire qualcosa che mi ha colpito particolarmente, lasciandomi l’amaro in bocca, una premessa e’ pero indispensabile, se non altro per capire l’estrazione culturale che mi porta a dire determinate cose.

Da sempre ragazzo di destra mi e’ sempre piaciuto l’ordine e la legalità, ho sempre difeso la magistratura sin da quando, secondo me strumentalmente, veniva attaccata dall’attuale leader del centrodestra (Berlusconi), ai magistrati il compito di indagare, in coscienza, ai cittadini l’obbligo di rispettare le leggi.

Detto questo, la cosa che della vicenda mi ha stupito di più, in maniera negativa, e’ stata l’assoluta compattezza della cosiddetta “casta”, tutti con le sole eccezioni di Di Pietro, Storace, alcuni esponenti del PDCI e in maniera moto velata Fini hanno sparato contro i magistrati, rei di aver toccato l’uomo e la donna di Ceppaloni. Si sono ritrovate d’accordo nelle dichiarazioni di difesa al Mastella nazionale, esponenti di estrazione diversa, da Prodi a Berlusconi, da Fassino a Bossi, da Bonaiuti a Franceschini, molti hanno improntate le prime dichiarazioni alla prudenza, alcuni si sono spinti più in la, lo stesso Prodi si e’ augurato (spinto dai calcoli politici) un pronto ritorno del ex guardasigilli.

La sensazione che percepisce l’Italiano medio e’ quella di chiusura totale a riccio, la casta si difende qualunque cosa succede, si possono scannare sulla Gentiloni o sulla legge elettorale, possono lanciare dichiarazioni di fuoco sulla “monnezza” o sulla gestione dei fondi europei, ma non toccate i politici perchè altrimenti uniti e compatti la difesa sarà inflessibile.

Altro che scollamento tra politica e cittadino, qui c’e’ proprio una separazione netta, perchè il cittadino si uniforma a ciò che i giudici dicono, i politici no, loro attaccano si sentono colpiti nell’animo, si sentono delegittimati, vengono messi sotto inchiesta perchè sono cattolici (o atei), sono oggetto SEMPRE di volgari rappresaglie da parte delle toghe dei più diversi colori.

E’ questa una cosa che mi porta inquietudine, siamo presenti ad una parte dello stato, quella che dovrebbe essere la più nobile, che agisce alla ricerca di quella impunità TOTALE , che e’ propria dei regimi dittatoriali.

Spero di sbagliarmi.

Domenico Romano

Pubblico integralmente e ringrazio…