
Ieri finalmente ho visto un bel Anno zero, ospite in studio Roberto Saviano, autore del best-seller “GOMORRA”, in cui pone particolare attenzione all’istituzionalizzazione della camorra napoletana, ed in special modo della camorra casalese (proveniente da casal di principe), l’autore suffragato da un ottimo reportage di Sandro Ruotolo, ha puntato l’indice contro chi con l’uso della forza, dell’intimidazione e della violenza e’ riuscito ad inserirsi nel tessuto sociale campano, rendendo difficoltosa l’individuazione dei criminali ed il conseguente arresto. La storia sembra quella classica delle infiltrazioni criminali, ma la cosa in cui Saviano e’ stato bravissimo, e’ stata quella di evidenziare il legame, a volte nascosto, tra il malaffare e la società civile, e’ infatti questo legame che amplifica la pericolosità della criminalità organizzata, Il cittadino comune infatti, a volte sbagliando, pensa che le sparatorie, gli arresti, le intimidazioni sono affari del siculo o del campano, e colpevolmente si fa assurgere da quell’indifferenza che e’ l’anticamera della sopportazione, e’ interessante invece pensare come chi gestisce gli affari criminali, si infiltra anno dopo anno nella società onesta, mettendo in atto una sorta di capillare penetrazione nei gangli vitali della società civile, questo passaggio che interessa tutti, porta i vari boss ad interessarsi dello smaltimento illegale dei rifiuti, dell’edilizia popolare, dell’acquisizione di società immobiliari o finanziari, rendendo sempre piu difficili, da parte delle forze dell’ordine, l’individuazione ed il conseguente arresto.
Inoltre l’impero economico, (si parla di 130 miliardi di euro/anno) da alle organizzazioni criminali, un potere economico fortissimo, permettendo loro, una sorta di acquisizione delle coscienze popolari, e sfruttando le deficienze dello stato democratico, sono loro i boss, che in determinati luoghi del paese, danno lavoro ai disoccupati, sono loro che appianano le divergenze di vedute, e sono ancora loro che permettono a molti cittadini di mangiare, di lavorare in poche parle di vivere. A fronte di ciò, chi sa ma ricevendo aiuto , fa finta di non sapere, si affida a loro per la scelta di chi li deve rappresentare, li difende dalla polizia o dai giornalisti, quasi quasi li coccola, ringraziando iddio che ci sono.ed e’ li che la società civile deve intervenire, con la presenza costante degli apparati dello stato, con la forza delle istituzioni, perche solo cosi la democrazia può vincere defraudando chi con la forza della violenza detta il proprio credo e si arricchisce illegalmente