lunedì 29 ottobre 2007

liberiamo la sicilia

parliamo di una cosa abbastanza importante per noi siciliani.

Parliamo di un cancro che colpisce la nostra regione, paralizzando i gangli vitali.

Parliamo di ciò che ci relega in un arretratezza culturale degni di un paese di quarto mondo

Parliamo di MAFIA

Lo spunto ci e’ dato da una ricerca di confesercenti, il quale classifica la mafia come prima impresa italiana con un fatturato, stimato, di 90 miliardi di € l’anno (pari al 6% del PIL nazionale).

Un prologo si rende necessario, parlare di criminalità in un paese come il nostro non e’ facile, parlare di criminalità mafiosa e’ ancor più difficile, studiare la mafia e i mafiosi e’ quasi impossibile, soprattutto per chi, da siciliano, sa in quanti modi la mafia si può manifestare.

Purtroppo ormai la realtà e’ questa, lo stato di diritto soprattutto in Sicilia, e’ sostituito da un magma purulento che investe tutte le attività civili.

Si va dal pubblico con interi consigli comunali sciolti per infiltrazioni mafiose, al privato con grosse aziende riconducibili a padrini di primo piano (ultimamente la notizia che il più grosso Bingo palermitano era riconducibile a Binnu Provengano), si va da istituzioni colluse (come i marescialli che danno informazioni su indagini in corso) a ditte costrette a comprare da fornitori “ammanigliati”, si va da politici con le mani in paste, a dirigenti di ASL parenti stretti di personaggi criminali.

Ormai in Sicilia la situazione e’ insostenibile, le aziende che vogliono crescere devono sottostare a odiosi ricatti mafiosi, la gente che si ribella non trova aiuto nelle istituzioni e lo scoramento che conseguenzialmente li colpisce, e’ l’atto di resa ad un potere che si presenta, indubbiamente più forte di quello statale.

Come uscirne?

Sicuramente con una maggiore repressione da parte del potere “legale”, colpendo li dove la criminalità e’ più debole e ciò nell’impero economico, d’altronde la criminalità mafiosa si e’ evoluta, il boss con lupara e coppola rimane solo nell’immagginario collettivo, i colletti bianchi hanno ormai preso il suo posto, rendendosi ancor più difficilmente individuabili.

La repressione sicuramente potrebbe servire, ma secondo me, deve cambiare la mentalità del siciliano onesto, la mentalità di chi sa che può contare sull’aiuto di tutti per sconfiggere, il boss

Solo uniti si può vincere la bestia che toglie risorse, succhia finanziamenti, debella lo stato civile.

Solo uniti si può aiutare chi giornalmente combatte una lotta impari verso i padroni della Sicilia, per dire un giorno, con la testa alta……la mafia e’ vinta.

1 commento:

PRODIROMANO ha detto...

i ricordi che ho della sicilia, sono fantastici.
un paese magnifico, con gente cordialissima.
l'ho girata tutta in moto, 20 anni fa, c'è gente fantastica.
L'unica bruttura è quella brutta bestia, LA MAFIA, per il resto, il cuore dei siciliani è grande.
ciao.
ps ti ho aggiunto nei miei link